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Villa Pignatelli

Situata nelle vicinanze di Via Martucci, Villa Pignatelli è una residenza nobiliare del XIX secolo trasformata in museo. Ospita una collezione di opere d’arte e oggetti d’epoca, offrendo una finestra sulla storia napoletana.

Teatro di San Carlo

A circa 2 km di distanza, il Teatro di San Carlo è uno dei teatri lirici più antichi e prestigiosi d’Europa. Fondato nel 1737, è un’icona della tradizione teatrale napoletana.

Castel dell'Ovo

È una fortezza situata sul mare con una storia che risale all’epoca romana. Offre una vista panoramica sul Golfo di Napoli.

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Palazzo Cellamare (o Palazzo dello Spagnolo)

Questo palazzo barocco, costruito nel XVII secolo, si trova nelle vicinanze di Via Chiaia non distante da Via Martucci ed è noto per la sua imponenza architettonica e la sua storia legata al periodo borbonico.

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Il Palazzo Mannajuolo

È un palazzo di Napoli ubicato in via Filangieri, nel quartiere Chiaia, e rappresenta uno dei più riusciti esempi di architettura liberty della città. L’esterno dell’edificio parla da sé, l’interno, invece, è spettacolare per la presenza dell’imponente scala elicoidale. spirale è avvolta lateralmente da una balaustra decorativa in ferro battuto che richiama lo stile barocco.

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Chiesa di Santa Teresa a Chiaia

Fu fondata da Frate Pietro della comunità spagnola dei Carmelitani Scalzi, presumibilmente attorno al 1602 sul pezzo di giardino in terrapieno acquistato sui confini del palazzo del Duca di Nocera. Venne ricostruita grazie alla generosità dei napoletani, tra cui la nobildonna Isabella Mastrogiudice; il progetto venne affidato all’architetto Cosimo Fanzago (1650-1662).

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Chiesa di San Pasquale a Chiaia

La chiesa e il convento di San Pasquale a Chiaia vennero eretti nel 1749 per volontà dei sovrani Carlo di Borbone e Amalia di Sassonia come ringraziamento al santo (al quale erano molto devoti) per la nascita dell’erede maschile. Il progetto venne redatto dall’architetto indiano Antonio Borbone (un indiano che ebbe come padrino di battesimo proprio re Carlo, ereditandone dunque il cognome), mentre della direzione del cantiere se ne occupò Giuseppe Pollio. Inizialmente la chiesa aveva una pianta a croce greca con un ingresso dal lato; più tardi, nel 1762, fu ampliata con il prolungamento della navata e l’aggiunta della facciata principale. Successivamente, tra il 1820 e il 1826 venne apposta una nuova pavimentazione, opera del maestro marmoreo Raffaele Trinchese. Agli inizi del ‘900 venne realizzata una decorazione a mosaico celebrativa del santo sulla volta del catino absidale, sovvenzionata da un gruppo di nobili, notai e avvocati.

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Chiesa dell’Ascensione a Chiaia

Fu eretta nel XIV secolo, in una zona paludosa (al punto che fu chiamata in un primo momento chiesa dell’Ascensione in plaga neapolitana), sotto il regno di Roberto d’Angiò e fu affidata all’ordine dei Celestini. Una lapide ne ricorda il fondatore Niccolò di Alife.
Nonostante le indulgenze concesse dai papi Clemente VI prima e Urbano VI poi, la chiesa andò in rovina e l’annesso convento fu abbandonato progressivamente dai monaci, fin quando, nel 1622, ne fu iniziato il rifacimento ad opera di un ex voto perpetuato da un nobile del tempo, il conte di Mola Miguel Vaaz, con la definitiva risistemazione di Cosimo Fanzago nel 1645.

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Chiesa di Sant’Orsola a Chiaia

La struttura religiosa, in passato, altro non era che una piccola cappella gentilizia costruita intorno alla metà del XVI secolo dal nobile spagnolo Annibale de Troyanis y Mortella e dedicata a Sant’Orsola. Nel 1569 fu donata ai padri dell’Ordine di Santa Maria della Mercede, che nel 1576 la demolirono per far posto ad una fabbrica più grande a cui fu annesso il nuovo convento. Nel 1850 la chiesa fu rimaneggiata; nel 1875 il chiostro che ospitava il cimitero dei monaci fu demolito e al suo posto fu costruito il Teatro Sannazaro. Il convento continuò ad essere abitato dai Padri Mercedari fino al 1923.

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